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Il dolore pelvico cronico

  • Immagine del redattore: Federico Romantini
    Federico Romantini
  • 26 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Il dolore pelvico cronico (DPC) rappresenta una condizione complessa e spesso invalidante, caratterizzata da dolore localizzato nella regione pelvica della durata di almeno 3–6 mesi, non sempre associato a una causa organica chiaramente identificabile. È una problematica frequente, sottostimata e multidisciplinare, che coinvolge spesso urologia, ginecologia, neurologia e medicina del dolore.

Che cos’è il dolore pelvico cronico

Il dolore pelvico cronico è definito come un dolore persistente o ricorrente localizzato a livello del bacino, del perineo, dei genitali o della regione sovrapubica, tale da compromettere la qualità di vita del paziente. Può presentarsi come dolore continuo, intermittente, urente, gravativo o trafittivo, spesso associato a disturbi urinari, intestinali o sessuali.

Colpisce sia uomini che donne, con caratteristiche cliniche e cause differenti.

Dolore pelvico cronico nell’uomo

In ambito urologico, il DPC maschile è frequentemente associato alla sindrome del dolore pelvico cronico/prostatite cronica (CP/CPPS). In questi casi il dolore può interessare:

  • perineo

  • pene e testicoli

  • regione sovrapubica

  • area lombosacrale

Spesso coesistono:

  • disturbi urinari (urgenza, pollachiuria, disuria)

  • dolore durante o dopo l’eiaculazione

  • disfunzioni sessuali

  • sintomi ansioso-depressivi

È fondamentale sottolineare che, nella maggior parte dei casi, non è presente un’infezione batterica, nonostante il termine “prostatite” sia ancora ampiamente utilizzato.

Dolore pelvico cronico nella donna

Nella donna, il dolore pelvico cronico può essere correlato a condizioni ginecologiche (endometriosi, aderenze pelviche), urologiche (cistite interstiziale), gastrointestinali (sindrome dell’intestino irritabile) o muscoloscheletriche. Anche in questo contesto, la sovrapposizione di più fattori è frequente.

Le cause: un problema multifattoriale

Il dolore pelvico cronico non ha quasi mai una causa unica. Tra i principali meccanismi coinvolti:

  • Disfunzioni del pavimento pelvico (ipertono muscolare, trigger point)

  • Infiammazione neurogena

  • Alterazioni della percezione del dolore (sensibilizzazione centrale)

  • Fattori psicologici (stress, ansia, depressione)

  • Eventi scatenanti (infezioni urinarie pregresse, traumi, interventi chirurgici)

Questa complessità rende necessario un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è principalmente clinica e si basa su:

  • anamnesi accurata

  • esame obiettivo urologico e del pavimento pelvico

  • esami di laboratorio e strumentali mirati, per escludere patologie organiche

È essenziale evitare esami ripetuti e inutili, che rischiano di aumentare l’ansia del paziente senza apportare reali benefici diagnostici.

Il trattamento: un approccio integrato

Non esiste una terapia unica valida per tutti i pazienti. Il trattamento efficace del dolore pelvico cronico è multimodale e può includere:

  • terapia farmacologica mirata (antinfiammatori, neuromodulatori, alfa-litici)

  • fisioterapia del pavimento pelvico

  • tecniche di rilassamento e gestione dello stress

  • supporto psicologico

  • modifiche dello stile di vita

L’obiettivo non è solo la riduzione del dolore, ma il recupero della qualità di vita.

Il dolore pelvico cronico è una condizione reale, complessa e spesso fraintesa. Richiede tempo, ascolto e una presa in carico globale del paziente. Un corretto inquadramento urologico rappresenta il primo passo per evitare diagnosi errate, trattamenti inefficaci e frustrazione.

Rivolgersi a uno specialista esperto consente di impostare un percorso terapeutico razionale, personalizzato e basato sulle evidenze scientifiche.

 
 
 

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