Reflusso vescico-ureterale: quando l'urina risale verso i reni
- Federico Romantini
- 27 lug
- Tempo di lettura: 4 min

Le vie urinarie sono progettate per far scorrere l'urina in un'unica direzione: dai reni alla vescica e infine all'esterno dell'organismo. Esiste però una condizione in cui questo meccanismo si altera e l'urina può risalire dalla vescica verso gli ureteri e, nei casi più importanti, fino ai reni.
Questa patologia prende il nome di reflusso vescico-ureterale (RVU).
Si tratta di una condizione frequente in età pediatrica, ma che può essere diagnosticata anche negli adulti, soprattutto in presenza di infezioni urinarie ricorrenti o di alterazioni renali riscontrate durante accertamenti eseguiti per altri motivi.
Nella maggior parte dei casi il reflusso è curabile e, se riconosciuto precocemente, permette di preservare la funzione renale evitando complicanze anche importanti.
Cos'è il reflusso vescico-ureterale?
L'urina viene prodotta dai reni e raggiunge la vescica attraverso due condotti chiamati ureteri.
L'ingresso degli ureteri nella vescica funziona come una vera e propria valvola antireflusso. Durante la minzione, infatti, l'aumento della pressione all'interno della vescica comprime il tratto finale dell'uretere impedendo all'urina di risalire.
Nel reflusso vescico-ureterale questo meccanismo è difettoso e una parte dell'urina torna indietro verso il rene.
Da solo il reflusso non è necessariamente pericoloso. Il problema nasce quando l'urina contiene batteri: questi possono raggiungere il rene provocando infezioni e, nel tempo, determinare danni permanenti al tessuto renale.
Quali sono le cause?
Il reflusso può essere congenito (primitivo) oppure acquisito (secondario).
Reflusso primitivo
È la forma più frequente.
È presente fin dalla nascita ed è dovuto a un'anomalia nello sviluppo dell'uretere, che entra nella vescica con un decorso troppo corto. La "valvola" naturale non riesce quindi a chiudersi correttamente.
Esiste inoltre una certa familiarità: fratelli e figli di pazienti affetti presentano un rischio maggiore.
Reflusso secondario
È causato da condizioni che aumentano la pressione all'interno della vescica oppure ostacolano il normale svuotamento.
Tra le cause più frequenti troviamo:
vescica neurologica;
valvole dell'uretra posteriore;
ostruzioni delle vie urinarie;
disfunzioni minzionali;
esiti di interventi chirurgici;
rare malformazioni acquisite.
Negli adulti questa forma è decisamente più frequente rispetto ai bambini.
Quali sintomi provoca?
Il reflusso spesso è una malattia "silenziosa".
Molti pazienti non avvertono alcun disturbo fino alla comparsa della prima infezione urinaria.
I sintomi più comuni sono:
infezioni urinarie ricorrenti;
febbre elevata senza una causa evidente (soprattutto nei bambini piccoli);
dolore al fianco;
bruciore durante la minzione;
sangue nelle urine;
urina torbida o maleodorante.
Nei casi più avanzati possono comparire:
ipertensione arteriosa;
riduzione della funzione renale;
rallentamento della crescita nei bambini.
Perché può essere pericoloso?
Il vero rischio del reflusso non è il ritorno dell'urina in sé, ma il trasporto dei batteri fino ai reni.
Le infezioni renali ripetute (pielonefriti) possono provocare:
cicatrici permanenti del rene;
perdita progressiva della funzione renale;
ipertensione arteriosa;
insufficienza renale cronica nei casi più gravi.
Per questo motivo è fondamentale identificare precocemente la patologia, soprattutto nei bambini.
Come si fa la diagnosi?
Ecografia renale
È quasi sempre il primo esame richiesto.
Permette di valutare:
dimensioni dei reni;
eventuale dilatazione delle vie urinarie;
spessore del parenchima renale.
Tuttavia non è sufficiente a confermare il reflusso.
Cistouretrografia minzionale (VCUG)
È considerata il gold standard diagnostico.
Attraverso un piccolo catetere si riempie la vescica con mezzo di contrasto e si eseguono radiografie durante la minzione.
In questo modo è possibile osservare se il contrasto risale negli ureteri.
L'esame consente anche di classificare il reflusso in cinque gradi (I-V), utili per scegliere la terapia più appropriata.
Scintigrafia renale (DMSA)
È utilizzata per verificare se il rene abbia già sviluppato cicatrici e per misurare la funzione dei due reni separatamente.
È particolarmente importante dopo episodi di pielonefrite.
Come si cura?
Il trattamento viene personalizzato considerando:
età del paziente;
grado del reflusso;
numero di infezioni;
presenza di cicatrici renali;
funzionalità del rene.
Sorveglianza
Molti reflussi di basso grado, soprattutto nei bambini piccoli, scompaiono spontaneamente con la crescita.
In questi casi possono essere sufficienti controlli periodici.
Profilassi antibiotica
In alcuni bambini viene prescritta una terapia antibiotica a basso dosaggio per ridurre il rischio di nuove infezioni nell'attesa della guarigione spontanea.
La scelta viene effettuata caso per caso.
Trattamento endoscopico
È una procedura mini-invasiva eseguita in anestesia generale.
Attraverso un cistoscopio viene iniettato un materiale biocompatibile sotto lo sbocco dell'uretere nella vescica.
L'iniezione crea un piccolo rilievo che migliora il meccanismo antireflusso.
L'intervento dura generalmente meno di 30 minuti e nella maggior parte dei casi il paziente torna a casa il giorno stesso o quello successivo.
Chirurgia
Quando il reflusso è severo oppure continua a provocare infezioni nonostante le altre terapie, si può ricorrere all'intervento chirurgico.
Lo scopo è ricostruire il meccanismo valvolare reimpiantando l'uretere nella vescica.
Oggi questa procedura può essere eseguita:
con tecnica tradizionale;
in laparoscopia;
con chirurgia robotica nei centri specializzati.
I risultati sono eccellenti e le percentuali di successo superano il 95%.
Si può prevenire?
Il reflusso congenito non è prevenibile.
È però possibile ridurre il rischio di complicanze:
trattando tempestivamente ogni infezione urinaria;
correggendo eventuali disturbi della minzione;
evitando la stipsi cronica, che può peggiorare il funzionamento della vescica;
effettuando i controlli consigliati dallo specialista.
Quando è necessario consultare l'urologo?
È consigliabile una visita specialistica in presenza di:
due o più infezioni urinarie febbrili;
pielonefriti ricorrenti;
alterazioni dell'ecografia renale;
familiarità per reflusso vescico-ureterale;
presenza di cicatrici renali;
ipertensione arteriosa di origine non chiara.
Domande frequenti (FAQ)
Il reflusso vescico-ureterale guarisce da solo?
Sì. Nei bambini con reflusso di basso grado è frequente una risoluzione spontanea con la crescita.
Il reflusso è sempre da operare?
No. Molti pazienti vengono semplicemente monitorati nel tempo. L'intervento è riservato ai casi selezionati.
Gli adulti possono avere il reflusso?
Sì. Sebbene sia molto più frequente nei bambini, può essere diagnosticato anche in età adulta, soprattutto dopo infezioni renali ricorrenti.
Si può fare sport?
Sì. Nella maggior parte dei casi non esistono limitazioni particolari.
Il reflusso può causare insufficienza renale?
Solo nei casi più gravi e non trattati, generalmente dopo anni di infezioni renali ripetute.





Commenti